Dunque, non ci saranno elezioni anticipate, nella primavera che sta per iniziare. Paradossalmente, è l’ulteriore e progressivo indebolimento della leadership di Berlusconi a produrre questo esito: fino a qualche settimana fa Berlusconi e Bossi potevano scegliere la strada del voto anticipato. Un rischio, per loro e per il paese. Certo. Ma un azzardo calcolato: per chiedere agli elettori di punire il “traditore” Fini, facendo ripartire la macchina della “rivoluzione federalista e liberale”. di Enrico Morando, senatore del Partito democratico