Mario Draghi avrà anche deluso quanti aspettavano il taglio dei tassi, lasciati allo 0,75 per cento (il finanziere George Soros ha accusato la Bce di condannare l’Europa “a una lenta morte”), soprattutto guardando all’attivismo della Bank of Japan che ha varato un gigantesco stimolo monetario da 1.400 miliardi di dollari. Però secondo molti osservatori che non si fermano alle apparenze il presidente dell’Eurotower sta dilatando al massimo ciò che può la propria azione rispetto al freno dell’area Bundesbank presente nel board con tedeschi, olandesi e finlandesi, oltre a smentire abbastanza platealmente le prese di posizione dei governi germanocentrici su almeno tre questioni chiave: il credito nei paesi periferici dell’eurozona, il salvataggio di Cipro e il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione italiana verso le aziende private.