Presto sarà colpa dei genitori avere un bambino portatore di disordini genetici”: parola del biologo inglese Robert Edwards, padre scientifico della prima bambina concepita in provetta, morto ieri a ottantasette anni. Vincitore del Nobel per la Medicina nel 2010 – per essere riuscito ad applicare con successo alla generazione umana, nel 1978, un procedimento usato da decenni nei bovini – Edwards non ha mai fatto mistero della propria ispirazione eugenetica. A partire dall’idea (accantonata) di creare e conservare, per ogni concepimento in vitro, un embrione gemello del nascituro, allo scopo di usarlo come eventuale riserva di “pezzi di ricambio”, fino alle esortazioni a non mettere limiti alla ricerca sugli embrioni.