Siccome ci si abitua sempre anche al peggio, e l’umanitarismo per l’umanitarismo non è il nostro forte, si rischia di abituarsi anche alla notizia che, con l’arrivo del primo vero caldo dell’estate, arriva anche il primo sciopero della fame dei detenuti contro le condizioni di degrado fuori da ogni norma e legge in cui sono costretti a vivere. Ma è un’abitudine da non prendere, punto. Per cui è e resta una notizia, come ogni anno è una notizia, che i detenuti del secondo e terzo braccio di Regina Coeli debbano ricorrere a uno strumento così estremo, così urticante, per poter mettere all’attenzione del mondo di fuori, e della politica, la loro condizione.