Una guerra necessaria, una sbagliata, una inevitabile, una silenziosa, una umanitaria. Il presidente americano, Barack Obama, ha un bel daffare a definire e distinguere tutte le guerre che si è messo a combattere, lui che era stato eletto perché voleva portare i soldati a casa e perché i pacifisti hanno preso l’abbaglio più grande della loro storia recente (e in effetti sono parecchio innervositi). Mentre decide come liberare l’Iraq (la guerra sbagliata) dalla presenza americana, Obama bombarda con i droni il Pakistan (guerra inevitabile), un po’ anche lo Yemen (guerra silenziosa). Nel Foglio in edicola altri articoli sull'impotenza di Kayani e la scommessa di al Zawahiri.