A distanza di anni dal termine dei fasti politici di George W. Bush (due) e Tony Blair (tre), il mondo liberal riversa ancora su di loro una pervicace e indifferenziata ostilità. Il presidente Obama è sottoposto, et pour cause, all’esame della critica progressista che ne setaccia la nomenclatura militare, politica e finanziaria in cerca di globuli repubblicani. Ma la damnatio memoriae è invalidata dalla durezza di un paese rimasto profondamente bushiano.