La graduatoria del primo semestre del pil dell’euro vede in testa la Germania con più 0,7 per cento, seguita dalla Francia con più 0,5 mentre la media dell’area è più 0,3 e l’Italia è in coda con meno 0,2. La crescita frazionale della Francia deriva in parte dal fatto che essa ha, per il 2013, un deficit del bilancio che tende al 4 per cento. La domanda tedesca non è trainata dal deficit del bilancio che nel 2013 è solo dello 0,6, ma anche la “virtuosa” Germania ha il suo artificio. Esso è costituito dalla anomala sottocapitalizzazione del sistema bancario accompagnata da una espansione altrettanto anomala dei crediti ad alto rischio, derivanti da prestiti a stati europei in crisi e da un eccesso di derivati.