Gli incendi di Atene e gli scricchiolii che giungono perfino da Londra e Washington – con l’agenzia Moody’s che ieri ha detto che il rispettivo rating sovrano di tripla A andrà “testato” –, al ministero dell’Economia appaiono conferme della bontà di una linea tenuta per tutto il 2009 e che molti critici giudicano fin troppo compassata. Linea che trova il coronamento nella Finanziaria che il governo porta oggi al voto dell’aula di Montecitorio – dove è plausibile il ricorso alla fiducia – e il cui importo in commissione Bilancio è più che raddoppiato, da 4 ad 8,9 miliardi.