Se a mia figlia domandassi semplicemente: come stai? come risposta ne riceverei un insopportato “uffa”, ma più di frequente un umiliante “vaffanculo”. Mi accontento. Vado per gradi. Sto infatti diventando un esperto dell’indagine obliqua. Misuro la temperatura emotiva di mia figlia con domande apparentemente innocue.