Ancora oggi, a un certo punto della giornata, come richiamato da una voce interiore, don Luigi Verzé si dirige verso la cappella, s’inginocchia, e d’incanto ritrova il cardinale Ildefonso Schuster, il monaco benedettino divenuto arcivescovo di Milano, e don Giovanni Calabria, il prete dei poveri. E niente più. Niente oltre i suoi due primi maestri. Perché dopo Schuster e don Calabria è difficile per lui trovare qualcuno che all’interno della chiesa riesca a comprenderlo, sappia accettarlo in tutta la sua atipicità, prete sì ma in giacca e cravatta, guaritore e manager insieme. Leggi Il martire del San Raffaele