Sport che unisce, sport che divide e sport che sembra essere sempre più l’espressione diretta di equilibri geopolitici che cambiano. Agli atleti australiani è stato chiesto di non esprimere opinioni politiche né dibattere su questioni come il Tibet in pubblico, anche se il Presidente del Comitato olimpico australiano, John Coates, ha tenuto a sottolineare la sua contrarietà verso ogni forma di censura. Leggi Alle Olimpiadi cinesi c'è libertà religiosa ma anche no