“Tutto a posto?”. “… sì, tranquillo, qui è a posto, altrove piove l’inferno”. Clic. Anche quando sei uomo e non più bambino e il cielo piange e lancia saette, la mamma ti rassicura e fa niente se “babbo sta controllando i pozzi in cortile, tirano bene” e “a Uras hanno bisogno d’aiuto”. A Cabras l’acqua è sempre stata vita e morte, siamo abituati a darle del lei e mai del tu, a diffidarne, a lasciare che si sfoghi, ma lontano da noi. Il primo cadavere della mia vita lo vidi che ero bambino, un pescatore dello Stagno, affogato in una notte fradicia e tempestosa insieme a un compagno. Non l’ho mai dimenticato. Pompili “Perché quel ponte è crollato?”. Il mostro burocratico che uccide in Sardegna - Editoriale L'Italia alluvionata