Confindustria e Cgil, in questi mesi, non si sono mai tirati indietro dal criticare il governo tecnico. Non si contano più i loro affondi sulla riforma delle pensioni o del lavoro, sulla politica industriale o fiscale, oltre che sulla rottamazione del “metodo concertativo”. Sempre a dire che si poteva fare di più e di meglio. Ora però, per una volta che Mario Monti aveva chiesto alle parti sociali di abbandonare certi eccessi di disfattismo e assumersi le loro responsabilità, Giorgio Squinzi e Susanna Camusso si sono tirati indietro. Assieme.