Fino a quando la democrazia italiana potrà ritenersi di “qualità”, in presenza di una giustizia sempre più “inefficiente”, oltremodo “politicizzata”, perennemente disposta a reclamare “indipendenza” ma che non assicura nemmeno controlli al suo interno? La domanda, così formulata, non è posta dall’ultimo dei circoli del Pdl, né da qualche scheggia impazzita del movimento libertario, ma emerge da un pensoso saggio appena pubblicato dal Mulino, “La qualità della democrazia in Italia”.