L’attesa per il Jobs Act del segretario del Pd, Matteo Renzi, era molta. Al punto che persino un commissario europeo di passaggio a Roma, l’ungherese László Andor, due giorni fa – a qualche ora dalla pubblicazione del documento-bozza sulla riforma del lavoro – si è lasciato andare a un endorsement preventivo. I sindacati non saranno un monolite ma per il momento, di fronte alle proposte di colui che alcuni già candidano al ruolo di Tony Blair italiano, le dichiarazioni dei leader di Cgil, Cisl e Uil rientrano tutte nella voce “aperture di credito”, come ha sintetizzato ieri l’Unità.