La ripresa dell’economia europea continua a non entusiasmare. E come se ciò non bastasse, prosegue il flusso di cortesi e diplomatiche reprimende sull’assetto istituzionale dell’Eurozona, giudicato inadeguato sia dal Fondo monetario internazionale sia dalla Banca centrale europea. La produzione industriale dei paesi della moneta unica, nel dicembre 2013, è diminuita dello 0,7 per cento rispetto al mese precedente (meno 0,9 per cento in Italia), ha comunicato ieri l’Eurostat. Soprattutto, il dato medio per tutto il 2013 è in calo di 0,8 punti rispetto all’anno precedente. Né i leader politici dell’area euro paiono sufficientemente motivati, dall’ennesimo dato floscio in arrivo dall’economia reale, ad accelerare le riforme istituzionali nel continente. Leggi anche Carretta Sull’immigrazione l’Europa fa la dura con la Svizzera ma l’obiettivo è l’Inghilterra. Il rischio elettorale