A metà dell’Ottocento lo storico tedesco Bruno Bauer parlava del popolo russo come di una sfinge posta di fronte all’Europa, occhi mostruosi e zampa leonina già pronta a colpire. A giudicare dagli ultimi movimenti dei governi europei, si direbbe che la versione Bauer sia tornata di grande attualità: isolare, ignorare, punire la Russia per il suo atteggiamento nella crisi in Ucraina sono le parole che si sentono più spesso nei resoconti della diplomazia. Il presidente americano, Barack Obama, spinge verso le sanzioni economiche, uno strumento di guerra.