Il Clásico è il più grande spettacolo involontario mai inscenato su un campo di calcio. E’ spettacolo perché si fanno un sacco di gol e giocate, ma il tutto sembra scaturire dal caso, dalla scienza dell’errore, da difese che fanno apparire Ranocchia come un luminare della marcatura a zona. L’esito è un’ammucchiata calcistica da resuscitare i morti, ma con quello strano effetto che fanno certi vecchi varietà con abbondanti sciantose in playback un po’ troppo scollacciate, che tengono lo spettatore lì a forza di stimoli alle zone erogene, non propriamente per la qualità dei contenuti. Nel Clásico sembra che ormai ci siano due contropiedi fulminanti al minuto per contratto con l’emittente televisiva, e pure le finte risse dopo l’ennesimo gol di Messi hanno qualcosa di posticcio, di turistico.