Sono passati ormai vent’anni dal massacro di piazza Tienanmen, avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 giugno del 1989. Ma i metodi sono gli stessi: Pechino è trincerata dietro un assordante silenzio, censura siti, fa portare via dissidenti, proibisce se ne parli in pubblico. Leggi cosa scrivono il NYT, il WSJ, Slate