Ventotto dicembre duemilatredici, Siena. L’auditorium del Monte dei Paschi è apparecchiato per l’assemblea dei soci, ci sono un po’ tutti; c’è il socio Fiorenzani, c’è il socio Falaschi, c’è il socio Corradi, c’è il socio Semplici. E naturalmente c’è lei, la presidente della Fondazione Mps, la socia Antonella Mansi. E’ il gran ritorno della senesità con annesso sberleffo, è l’apoteosi della Fondazione, pardon, dell’Affondazione. Affonda Alessandro Profumo, sotto i colpi dei piccoli soci – i Fiorenzani, i Falaschi, i Corradi, i Semplici, tutti accorsi al Bar Sport(ello) – che nella vita reale, fuori dal palco dell’auditorium, sono consiglieri comunali, avvocati, animatori di associazioni, rappresentanti di organizzazioni a tutela dei consumatori e si battono perché la banca non finisca nelle mani sbagliate (di solito quelle dei forestieri).