Nel massacro in Colorado, così come in quello dell’isola norvegese di Utoya – domenica sarà un anno esatto dalla strage – gli stragisti sono stati meticolosi, organizzati, si sono preparati con mesi di anticipo. Il norvegese Breivik da solo ha ideato un piano di guerra così ambizioso e complesso da sembrare quello di un gruppo terroristico al completo: prima un’autobomba in centro per creare allarme lontano dal vero obiettivo, quindi la corsa travestito da poliziotto al raduno dei giovani socialisti, dove li chiamava a raccolta per “metterli in salvo”.