La Germania durante questa lunga crisi dell’economia non avrà brillato per leadership e inventiva, l’architettura istituzionale dell’euro sarà pure deficitaria e gestita da capi di governo che sembrano dei “sonnambuli”, come li dipinge la copertina dell’Economist di oggi, ma l’Italia non deve cercare scuse al di là dei suoi confini. Deve aggredire i propri problemi da sola, ripensando le sue “istituzioni” e alcune sue abitudini “culturali”. In sintesi, secondo Uri Dadush, direttore del programma di Economia internazionale al Carnegie Endowment for International Peace di Washington, si tratta di ammettere che è meglio “un po’ di giungla” oggi, cioè drastiche riforme pro libero mercato qui e ora, invece che una stagnazione garantita per i prossimi anni.