Quando nel marzo 2009 l’allora premier Silvio Berlusconi lanciò l’idea del “Piano casa”, per offrire al cittadino la possibilità di “effettuare interventi di ampliamento e/o ricostruzione della propria abitazione” e di “semplificare le procedure burocratiche inerenti lavori di edilizia”, sui media italiani scoppiò quasi il finimondo. Repubblica, non da sola, avviò una campagna martellante contro la nuova “legge truffa” (copyright del vicedirettore Massimo Giannini), colpevole allo stesso tempo di leso ambientalismo e di eccessivo liberismo. A quasi quattro anni di distanza, però, tutte le regioni italiane hanno confermato in questi giorni la volontà di proseguire con il Piano casa (unica eccezione, l’Emilia Romagna). Leggi Il Piano casa ha scosso un sistema di leggi finora stagnante di Marco Eramo