La trattativa sull’Unione bancaria, la riforma più importante dell’Eurozona dopo l’introduzione dell’euro (copyright: Mario Draghi), non è finita. Piano dunque con il trionfalismo sui vertici brussellesi di questi giorni. Ieri, sulla stampa internazionale, non c’era traccia di formule come “accordo storico”, “vittoria italiana” o “passi indietro dei tedeschi”. All’opposto. Provando a scansare le veline contraddittorie dei negoziatori, una cosa è certa: il premier Enrico Letta – ieri e oggi a Bruxelles per il Consiglio Ue, dove hanno cominciato anche a prendere forma i contratti bilaterali per le riforme voluti da Angela Merkel, i “Partenariati per la crescita, l’occupazione e la competitività” da definire meglio dopo le elezioni europee – si trova davanti a un’intesa ancora in fieri.