La Questione tedesca è al centro del voto europeo di questo fine settimana. E non soltanto perché così vogliono i cosiddetti “populisti” – dall’italiano Beppe Grillo che imputa a Matteo Renzi meschine “leccate” per ingraziarsi Angela Merkel, al britannico Nigel Farage che parla di “Europa sottomessa” a Berlino – né perché la difficile situazione economica spinge alcuni conservatori e socialdemocratici europei alla ricerca di capri espiatori nel ricco nord Europa.