Immaginate un “Porta a Porta” o un “Annozero” in cui gli ospiti partecipano alla trasmissione ciascuno collegato a una macchina della verità che in tempo reale certifica se ciò che stanno dicendo sia vero, mezzo vero o una bugia. Roba da svuotare gli studi all’istante. Ma gli americani, con la loro fissazione per un giornalismo di rigore anziché di spettacolo – almeno nelle intenzioni –, provano sul serio a fare qualcosa del genere. L’idea è venuta a Jay Rosen, docente di giornalismo alla NY University e paladino del “citizen journalism”, il giornalismo partecipativo.