L’accordo tra le maggiori formazioni politiche, con l’esclusione dell’Italia dei valori, per l’elezione di Michele Vietti al Consiglio superiore della magistratura in vista della sua assunzione della vicepresidenza rappresenta una pagina di buona politica, piuttosto rara di questi tempi e quindi ancora più apprezzabile. Il meccanismo barocco di elezione dei membri laici del Csm sembra fatto apposta per mettere in scena il solito spettacolo dei veti incrociati, che permette ai partiti di esibire intransigenze propagandistiche.