Si è mai visto l’azionista (relativamente) maggioritario di un quotidiano storico, unico nel suo genere, che decide di sopprimerlo perché è insoddisfatto della linea editoriale seguìta dalla direzione? Fino a ieri no. Poi abbiamo appreso che il Secolo d’Italia, schierato con Fli, rischia di finire così: prosciugato dei propri fondi dalla volontà punitiva dei garanti riconducibili ai colonnelli ex finiani. Stando alle parole del direttore Flavia Perina, a nulla sarebbe valsa la sua disponibilità ad accettare una sorta di commissariamento.