Gustavo Zagrebelsky è troppo torinese e troppo titolato per completare il proprio cursus honorum come vice commissario di Giuseppe D’Avanzo e patron di un antiberlusconismo ozioso che oggi si autoconvoca per la sua Pallacorda milanese. Certo Libertà e Giustizia – l’organizzazione che celebra l’evento e della quale Zagrebelsky è dignitario ad honorem – non è Giustizia e Libertà, perché anche l’azionismo appassionato, accigliato e umbratile del primo Novecento ha patito le ingiurie degli anni.