Dopo i leader di Algeria ed Egitto, anche il presidente dello Yemen, Ali Abdullah Saleh, al potere da 32 anni, avverte la pressione della piazza araba. Ieri, alcune migliaia di persone si sono scagliate con sassi e coltelli contro la gente che chiede da cinque giorni la fine della dittatura. I simpatizzanti del partito di governo hanno affrontato i dimostranti nei pressi del palazzo presidenziale: secondo alcuni testimoni, i poliziotti e i civili vicini a Saleh erano equipaggiati anche con pistole Taser. In Yemen, come in Bahrein e in Algeria, il quadro politico è attraversato da contraddizioni specifiche di tipo etnico e religioso. Leggi L’Iran e i fiori della primavera araba