Se qualcuno coltiva ancora timide illusioni di una scossa alla crescita a scapito del rigore sui conti pubblici, è bene riporre le speranze. Ieri la Commissione di Bruxelles ha emesso il primo verdetto sul piano di stabilità dell’Italia 2011-2014 e sul piano di riforme al 2020 previsti dalla nuova governance europea, e firmati il 6 maggio non solo dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ma anche dal premier Silvio Berlusconi.