I mercati finanziari ci chiedono chiarezza sullo stato dei conti italiani: qualunque rinuncia alla chiarezza, qualunque cedimento alla demagogia del tassa e spendi, si rifletterà immediatamente negli spread tra i nostri titoli di stato e quelli considerati meno rischiosi, cioè – in modo perverso – sulla spesa per interessi. Sta già accadendo, come dimostrano alcune invocazioni di stravolgimenti in corso della manovra: è giusto ascoltare tutti, è opportuno coinvolgere gli interessati su decisioni di peso, ma poi è opportuno fissare paletti e numeri invalicabili, come dice Giulio Tremonti.