Al cospetto di donne ammazzate con alacrità, siamo sempre in attesa speranzosa che dall’ombra del bosco emerga un sadico che per abitudine prima accoltella e poi incide svastiche sul corpo, o che almeno si sia trattato di un tossicodipendente strafatto capace senz’altro di infierire sulla propria vittima con una siringa. Siamo sempre convinti che, come nelle storie di paura che ascoltavamo da bambini, il luogo del crimine sia popolato da mostri muti e antichi.