Nel mare delle trattative per trovare un accordo sull’innalzamento del debito americano – la soglia formale del default è martedì, quella sostanziale un paio di settimane più tardi – si distinguono due grandi correnti. Una è fatta di negoziati esclusivamente politici, di guerre per bande, di compromessi apparentemente irraggiungibili non soltanto fra gli uomini di Barack Obama e i repubblicani alla Camera, ma anche all’interno degli stessi schieramenti.