Prima la dichiarazione per Nichi Vendola, poi l’invettiva di Matteo Renzi, quindi le accuse di Luigi De Magistris, in seguito le polemiche di Tito Boeri e infine le critiche di ieri sul caso Filippo Penati. A leggere con attenzione il giornale più rappresentativo del pensiero progressista italiano non si può fare a meno di notare come negli ultimi mesi siano aumentati i segnali di insofferenza rivolti dal quotidiano dell’ex tessera numero uno del Pd (Carlo De Benedetti) all’attuale segretario di quello stesso partito (Pier Luigi Bersani).