Il decreto sviluppo – assicura il governo – è in cima all’agenda, anche se l’economia italiana è tutt’altro che spacciata, come invece sembrerebbe da certi toni catastrofici che imperversano sui media, e questo lo dicono dati e rapporti resi noti in queste ore. Per lo sviluppo, soldi in avanzo non ci sono; quelli da trovare verrebbero da un eventuale condono (nonostante il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, l’abbia smentito), e forse da un accordo fiscale con la Svizzera per tassare i capitali italiani sulla scia di quanto fatto da Germania e Inghilterra.