Da Barack Obama in giù, non c’è nel mondo un personaggio pubblico o un’istituzione che definisca l’Italia “un paese nel baratro”, come si ostina a dire Emma Marcegaglia in sintonia con Susanna Camusso, segretario della Cgil. La sua ossessione compulsiva non è degna di chi fa parte della classe dirigente: la critica impietosa ma franca e libera, così come l’analisi razionale dei fatti, sono esattamente l’antitesi dell’avvitamento malmostoso nel quale termina il quadriennio confindustriale.