Il commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn, nel valutare la manovra varata dal governo di Mario Monti, pur avendo espresso uno scontato giudizio positivo sul fronte del rigore, non ha però sciolto le sue riserve per quanto riguarda la rispondenza del deliberato alla lettera inviata all’Italia quando era ancora presidente Silvio Berlusconi.