Sa di lacrime di coccodrillo, molta della costernazione seguita alla notizia della distruzione, per un guasto dei macchinari, di novantaquattro embrioni congelati nel centro di fertilità dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma. Ed è abbastanza patetica la posizione di chi, avendo un’idea su tutto, davanti a quelle vite sospese nel freddo dice che, ancora oggi, “nessuno è capace di dire con certezza di ‘cosa’ o di ‘chi’ si tratti” (Michela Marzano su Repubblica).