Negli ultimi mesi abbiamo maturato la convinzione che una nuova stagione politica, per la nostra area di riferimento, non può più coincidere con l’ennesima discesa in campo di Silvio Berlusconi. Molti i motivi che ci hanno indotto a questa scelta: programmi elettorali disattesi, la rivoluzione liberale ventilata e mai concretizzata, una dirigenza, e alcuni nominati, decisamente imbarazzanti, l’incapacità di analizzare in modo serio le sconfitte come quella clamorosa patita alle ultime amministrative.