Nella cornice dell’Onu, durante la festività più solenne per il popolo ebraico, lo Yom Kippur, il presidente iraniano Ahmadinejad era tornato a profetizzare la fine dei tempi e l’inevitabile scomparsa dello stato ebraico. Poi, come in un copione che va avanti da vent’anni nella guerra non dichiarata (ancora) fra Gerusalemme e Teheran, ha parlato il premier israeliano Benjamin Netanyahu.