Sullo sfondo della colossale fusione fra le case editrici Random House e Penguin, controllate rispettivamente dal gruppo tedesco Bertelsmann e dall’inglese Pearson, echeggia un nome mai pronunciato ad alta voce dagli attori coinvolti: Amazon. Non sfugge che la creazione del gruppo editoriale più grande del mondo sia innanzitutto un’operazione per contrastare il potere di Amazon che, nonostante il fatturato in calo nell’ultimo trimestre e il prezzo del titolo in flessione, continua ad aumentare il numero di pezzi venduti, rigorosamente on line.