Questa tassa non s’ha da fare. E’ la conclusione a cui, secondo un commento pubblicato ieri sul Financial Times, stanno giungendo molti degli undici stati che hanno detto sì alla proposta della Commissione europea di istituire la Tobin tax, cioè la tassa sulle transazioni finanziarie, per raccogliere 30-35 miliardi annui e alimentare così un fondo per difendere le banche e per scoraggiare le “speculazioni che turbano i mercati”. Due obiettivi contraddittori. Questo è il peccato originale della Tobin tax che la rende sempre meno appetibile. Infatti, se essa scoraggiasse le transazioni finanziarie il suo gettito sarebbe molto minore. E insieme alle “indesiderabili speculazioni” verrebbero meno molte utili operazioni, come quelle di breve termine delle banche sul mercato secondario.