Che le amministrative non siano una passeggiata di salute per il centrodestra lo sappiamo almeno dal 1993. Così come è noto e arcinoto che l’elettorato liberal-conservatore si mobilita volentieri quando è richiesto un voto d’opinione, e che il magnete di questo slancio è Silvio Berlusconi (lo è sempre meno, invero, e questo lo sa lui per primo). La storia più o meno recente delle sfide elettorali italiane ci dice che, nelle battaglie per Palazzo Chigi, il berlusconismo è stato sempre impetuoso al punto tale da vincere con squilli di fanfara ovvero, in caso contrario, negare al contendente una vittoria rotonda e durevole (ne sa qualcosa Romano Prodi).