Sicuri che fosse un bersaglio astratto quello contro il quale s’è scagliato ieri Giorgio Napolitano, quando ha censurato i “meschini calcoli di convenienza” che rallentano le riforme dell’esecutivo? Il Partito democratico, per fare un esempio, ha vinto benino le amministrative e invece di incalzare il governo sui temi decisivi (Eurocrisi e riforme) si sta nuovamente infilando in un vicolo cieco, dando l’impressione di celebrare un congresso permanente ad alto tasso di conflittualità interna ed esterna. Il Pd esprime il presidente del Consiglio attraverso il dc Enrico Letta, ma è agitato dall’amletismo del suo competitore Matteo Renzi (altro dc) e dal rumore di sottofondo provocato da un colpo di ritorno del tatticismo oltretombale bersaniano.