Accordo “tecnico-politico” sulla Pubblica amministrazione raggiunto, ma ancora un nulla di fatto: è con queste parole che, in chiusura del Consiglio dei ministri di ieri, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi ha dato un colpo al cerchio riformista e uno alla botte conservatrice della Pa. Resta quindi incerto il futuro dei precari che oggi affollano gli uffici pubblici e, più in generale, la prospettiva del pubblico impiego. La via d’uscita è stretta. Per troppi anni il riassetto del settore pubblico è stato eluso, preferendo misure emergenziali (il blocco del turnover) o palliativi (il precariato). Il risultato è, da un lato, una riduzione graduale degli organici (120 mila unità in meno nel 2011-2012).