D’accordo, non è a firma del ministro degli Esteri, ma del suo staff. Che ha gestito malamente la piccola valanga di critiche, richieste di chiarimenti, lamentele sul profilo facebook di Emma Bonino, dove per qualche giorno ci sono stati interventi sulla questione dei Marò detenuti in India, e in particolare sul fatto che non sia stata colta l’occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per sollevare l’attenzione sulla vicenda. Commenti respinti al mittente come off topic, persone bannate, alcuni riammessi: non il massimo per la pagina di un’esponente radicale il cui profilo di combattente per i diritti umani è noto e apprezzato.