Era inevitabile che il New York Times arrivasse a canonizzare, e ci scusiamo per l’imprecisione lessicale, Edward Snowden, promuovendolo al rango di “whistleblower”, eroe civile che scoperchia i governi ed espone il marcio delle loro operazioni segrete. Per gli intransigenti della trasparenza, l’ex contractor d’intelligence che da sette mesi spiffera con calcolata frequenza dettagli dei programmi di sorveglianza della Nsa ha sempre avuto la palma del martire della giustizia, ma il New York Times e l’establishment liberal che rappresenta ci hanno messo qualche tempo a tramutare un fedifrago spione che passa informazioni potenzialmente devastanti per il governo americano in un patrimonio dell’umanità da tutelare.