Strano a dirsi ma nel giugno del 2011 Google+ sbarcò in rete solo su invito e in pochi mesi la “folle domanda” da parte degli utenti costrinse Mountain View ad aprire il social network – l’anti-Facebook, si diceva – a tutti. Sono passati meno di quattro anni e l’idea che milioni di utenti chiedano in ginocchio l’accesso a Google+ pare bizzarra: oggi il sito è perlopiù conosciuto come una città fantasma popolata da 540 milioni (dati: ottobre 2013) di profili invisibili e poco attivi. Eppure, a differenza di altri esperimenti come Wave, Buzz e addirittura Orkut, Google+ resiste, fiero barone della periferia di internet. Perché?