l primo anniversario dell’elezione di Papa Francesco produce profluvi di analisi giornalistiche che testimoniano tutte di una “rottura” avvenuta, o percepita. E’ il Papa “dalla fine del mondo”. Ma è interessante notare come la stampa del Primo mondo, dell’occidente anglosassone, faccia fatica a ragionare su quanto sta avvenendo oggi nella chiesa, quasi che gli occhi fossero fermi a quel “buonasera” di un anno fa o giù di lì. Alla vulgata del Papa che piace. Qualche giorno fa sul Financial Times John Cornwell, giornalista e autoproclamato storico della chiesa (ciononostante lo chiama erroneamente “Francesco I”, nome scelto “in onore del santo medievale che amava gli animali”), non è riuscito ad andare oltre la piattezza di una visione stereotipata